lunedì 10 agosto 2009
domenica 2 agosto 2009
Morts et Vifs - Sam Van Olffen
Sam Van Olffen, grafico trentenne di Montpellier (Fr.), fan di musica hip hop e metal. I suoi lavori più recenti potrebbero essere definiti una sorta di Art Déco post-nucleare, con forti influssi derivati dal cinema di genere, fantascienza e horror in primo luogo (da Alien a Robocop), inseriti in un contesto industrial cyberpunk, con una vena dissacrante e visionaria, dal Cèline di Viaggio al termine della notte all’Ubik di Philip K.Dick. Un cut’n’mix micidiale…
http://vanolffen.blogspot.com/


martedì 21 luglio 2009
Nautilus Home Cinema



Ah, ma quanti bei film allo Steampunk Home Cinema! L'unica cosa che è sempre mancata al sommergibile Nautilus di capitan Nemo infine è stata sviluppata da Olly Klassen. Indubbiamente l’home cinema più steampunk del mondo! Visitate il sito web per altre immagini e info
http://www.olly.ch/
sabato 11 luglio 2009
Karakuri ningyō - Le bambole meccaniche del periodo Edo
Fin dall’inizio del 18° secolo, gli artigiani giapponesi hanno inventato bambole meravigliose che danzavano o servivano il tè, realizzando interi giochi in gruppo, attivati da molle, mercurio e sabbia mobile, o acqua pompata. Verso la fine del 18° secolo le performances teatrali delle karakuri rivaleggiavano con il Kabuki nell’ elaborazione di scene e costumi , e le bambole venivano utilizzate come intrattenimento pubblico in parchi e zone fieristiche. Le bambole dei mercanti di tè trasportavano le ciotole di tè attraverso il negozio per porle nelle mani dei clienti deliziati. Le bambole del tè hanno un complesso meccanismo ad ingranaggio e vengono ancora realizzate a mano, nella prefettura di Shizuoka. In alcuni supermercati, oggi, vengono utilizzate delle bambole elettriche life-size più prosaiche, vestite in ordinate uniformi blu e guanti bianchi, per salutare i clienti all’ingresso e ringraziarli all’uscita.
Poco conosciute in occidente, le Karakuri Ningyo giapponesi sono dei veri gioielli d’ingegneria e meccanica costruiti nel Periodo Edo (1603-1868). Il loro nome letteralmente significa “bambole meccanizzate” e presentano delle caratteristiche tipicamente giapponesi come gli ingranaggi totalmente in legno. Ad esse vien fatto risalire lo studio della robotica che in Giappone ha raggiunto le punte più alte. La parola karakuri significa " dispositivo meccanico per prendere in giro, ingannare, o prendere una persona di sorpresa", ed implica una magia nascosta, o un elemento di mistero. La parola ningyō viene scritta con due caratteri distinti, che significano perona e figura. Può essere tradotta come burattino, o anche bambola, o effigie. I gesti delle bambole procurano una forma di intrattenimento, e hanno influenzato il teatro Noh, Kabuki e Bunraku . Esistono tre tipi principali di karakuri: Butai karakuri (stage karakuri?), le marionette usate a teatro. Zashiki karakuri (tatami room karakuri?) sono più piccole, ma più complesse tecnicamente e più preziose, utilizzate come giochi in casa. Fra le zashiki karakuri più famose c'è l'arciere, Yumi-iri Doji ("il ragazzo che scocca le frecce"). Dashi karakuri (festival car karakuri?) erano utilizzate nelle feste religiose, come riproposizione di miti e leggende tradizionali.
Le karakuri sono equivalenti agli automi occidentali del tempo in quanto entrambi i robot utilizzavano i meccanismi di orologeria occidentali, sebbene venissero impiegati anche sabbia, mercurio ed energia a vapore. L'unione delle due parole, karakuri e ningyo, per definire le marionette simboleggia il rapporto interattivo esclusivo tra i giapponesi e i loro robot, un rapporto che continua ancora oggi.
domenica 5 luglio 2009
Dr. Grordbort Industries - Venus is doomed
After all the insincere yet highly believable lip service we've paid Grordbort Industries, F.M.O.M Industries and the unsavoury mouth-breathers at the Goliathon plant, a thought might have been spared us in their latest prank.
In our possession are two reels of dubious origin, showing off Cockswain, the old goat, on a genocidal mission to the environs of beautiful Venus.
One after another, the excellent sports species of Venus have met their maker in the cross-reverbulations of Cocky's infernal Blunderbuss.
Not to worry, though - we think we are closing in on the source of these atrocities.
See what you make of them, Ladies & Gents - please help us fill in the blanks. We think ulterior motives are on the deranged mind of this insufferable buffoon!
lunedì 1 giugno 2009
HRP-4C Sex Robo-Babe
The girlie-faced humanoid with slightly oversized eyes, a tiny nose and a shoulder length hair-do boasts 42 motion motors programmed to mimic the movements of flesh-and-blood fashion models.
‘Hello everybody, I am cybernetic human HRP-4C,’ said the futuristic fashionista, opening her media premiere at the National Institute of Advanced Industrial Science and Technology outside Tokyo.
The fashion-bot is 158 centimetres tall, the average height of Japanese women aged 19 to 29, but weighs in at a waif-like 43 kilograms - including batteries. She has a manga-inspired human face but a silver metallic body.
http://www.pinktentacle.com/2009/03/video-hrp-4c-fashion-model-robot/
via http://www.cyberpunkreview.com/
sabato 30 maggio 2009
Les Reves Méchaniques
Les Reves Mechaniques era in origine un progetto di sviluppo di personaggi realizzato da Clara Daly. L'idea era di fornire un'idea per uno show TV e di progettare l'intreccio e tutti i personaggi, e presentare questi aspetti dettagliatamente. Successivamente, quando ho dovuto pensare a qualcosa per il mio progetto finale in fase di produzione ed editing, in funzione dello show TV, ho deciso di usare il suo materiale.
Jonathan (from Baltimore)
http://www.youtube.com/user/jonbrak